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  ValMadlene
 
Diario
 


 “ E’ peccato mortale non ridere ogni volta che è possibile”
(S. Alfonso Liguori)

Per contattarmi/scrivermi: valeriabiotti@gmail.com





Sto leggendo


"Casino Totale"
Jean-Claude Izzo


Ho 'appena' finito di leggere


"L'eleganza del riccio"
Barbery Muriel (Bah!)



"L'ironia: la contraddizione consentita"
Marina Mizzau



"La retorica antica"
Roland Barthes



"Questa storia"
Alessandro Baricco



"Quando Teresa si arrabbiò con Dio"
Alejandro Jodorowsky


"City"
Alessandro Baricco



"La prosivendola"
Daniel Pennac


"Castelli di Rabbia"
Alessandro Baricco


"Nel nome del porco"
Pablo Tusset


"L'uccello che girava le viti del mondo"
Murakami Haruki



"L'animale morente"
Philip Roth



"Prima che tu dica Pronto"
Italo Calvino



"**********"
R: un caro amico che scrive da Dio


"La vita agra"
Luciano Bianciardi


"Assassinio all'università"
Thomas Kyd


"Il sapore perfetto"
J. ManuelFajardo



"Come Dio comanda"
N. Ammaniti



"Strisciava sulla sabbia"
Hal Clement


"La torre nera vol.1:
L'ultimo cavaliere"
Stephen King



"Le mille e una morte"
J.T.McIntosh



"Lolita"
Vladimir Nabokov


"La misura del mondo"
Daniel Kehelmann



"La variante di Luneburg"
Paolo Mauresig


"La confraternita dell'uva"
John Fante



"La città che dimenticò di respirare"
Harvey Kemmeth J. (Bah!)



"Niente di vero tranne gli occhi"
Giorgio Faletti (Bah!)


"Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio"
Amara Lakhous



"Io uccido"
Giorgio Faletti (Bah!)


"Il maestro e Margherita"
Michail Bulgakov (*****)



"La montagna dell'anima"
Gao Xingjiang



"Almost blue"
Carlo Lucarelli


"Tropico del Cancro"
Henry Miller


"Achille piè veloce"
Stefano Benni



"I pilastri della terra"
Ken Follet


"La incredibile e triste storia
 della candida Erendera e
 della sua nonna snaturata"
Gabriel Garzia Marquez


"La sottile linea scura"
Joe R. Lansdale


"Fango"
Ammaniti


"La morte di Ivan Il'ic"
Tolstoj



"Cani neri"
Ian McEwan



"Quattro amici"
David Trueba


"Il gioco di Ender"
Orson Scott Card


 


"Monopoli"
Giovanni Floris



"La struttura assente
- la ricerca semiotica e
 il metodo strutturale"
Umberto Eco


"Rapida scende la notte
 - capire il suicidio"
Kay Redfield Jamison


"L'ombra del vento"
Carlos Ruiz Zafòn


"Harry Potter e il
principe mezzosangue"
Joanne K. Rowling


"Il vestito nero di Odelia"
Alon Altaras

 


31 maggio 2012

Il promo di tutti i promi (tiè!)

           




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2 febbraio 2012

A volte..

..ritorno




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4 maggio 2009

Chiudo

Ok, un respiro profondo...
E' parecchio tempo che rimando una decisione importante.
Perchè dolorosa, fino a qualche tempo fa, poi inevitabile (e pesantissima, quindi).
Ora è giunto il momento.
Con naturalezza. Leggerezza.
La mia vita, l'avrete capito, gira da tempo altrove.
Le mie anime si sono riunite quasi tutte in una nuova casa.
Chiudo, qui.
Con un sorriso.
E il ricordo di voi che si concentra in un vecchio post che ripropongo.
Allora ValMadlene era a 30.000 contatti. Oggi sono, immeritatamente, più che triplicati.
Se qualcuno di voi avrà necessità di parlarmi, potrà trovarmi qui: valeriabiotti@gmail.com
Così come, se vorrà affacciarsi ogni tanto nella mia nuova cuccia con vista, sarò lieta di consegnare le chiavi.
Addio o a presto.
Val
 
"30.000 contatti.
Trentamila paia d'occhi che qui si sono poggiati.
Anzi, meno. Perchè alcuni sono tornati, si sono ri-poggiati. E quelli valgono di più.
Valgono l'affetto di chi mi è venuto a trovare per sapere come stessi, per ascoltare il ritmo del mio picchiettare, il tono ed il soffio dei miei pensieri. Valgono la stima di chi ha goduto delle mie pagine senza curarsi di chi tenesse in mano la penna e me ne ha così implicitamente dichiarato la qualità.
C'è chi si è affacciato per fuggire via, chi mi ha trovata fastidiosa, provocatoria o semplicemente lontana. Chi non ha capito. Chi non ha voluto capire, visto che non sta scritto da nessuna parte che si debba far fatica per forza e rimboccarsi il cervello, risolvere rebus. Ha ragione lui.
Vorrei dirvi tanti grazie e so che non riuscirò a far quello che vorrei: consegnare ad ognuno il suo, occhi negli occhi. Un grazie come si deve lo si dice davanti ad un buon bicchiere, con in bocca entrambi lo stesso sapore, diluito nel vortice di parole che sfuggono veloci, di cui ritrovi il gusto sotto la lingua per un fugace istante, quando quasi non lo ricordavi più, e subito dopo te ne rimane l'ombra sottile e amara.
Grazie. Anche a chi qui ha visto più di quanto non ci fosse, a chi vi ha trovato quello di cui aveva bisogno perchè era anche nell'affanno delle mie ore o solo perchè lo avrebbe trovato anche nell'oroscopo o nelle previsioni del tempo. A chi mi ha inserita tra i suoi preferiti per tenermi a portata di mano, a chi non si ricordava di avermi messa nel mucchio ed ogni tanto mi riscopre e non ha il coraggio di buttarmi nel suo anonimato. A chi mi legge in silenzio, a chi mi ha rivelato il suo nome, a chi mi ha fatta piangere e non lo saprà mai. A chi mi mette in crisi e non ci vuole credere. A chi non rinuncerei mai. A chi è un vero amico e sussulta ai miei sussulti, a chi vede più lontano di me e mi perdona la miopia della giovinezza, la saccenza della fatica. A chi si ostina a farmi coraggio, chi mi racconta il mio valore e mi giura che non ho prezzo. A chi piaccio. A chi non lo sa ancora ma intravede qualcosa. A chi non vede l'ora di un botta e risposta. Chi mi legge di notte. Chi mi ha letta quando facevo mattina con una birra di rabbia e dolore. A chi mi ha sopportata, mentre urlavo al di là del muro. A chi ho dato appuntamenti ed è rimasto in attesa. A chi vorrebbe di più, come me, e non ha capito quanta ricchezza passi attraverso ogni scelta di silenzio o di parola. A chi ha detto la sua con convinzione, lima e pennello. A chi invece ha buttato lì un commento istintivo, sapendo che se ne sarebbe pentito e che non avrebbe avuto il potere di cancellarlo. A chi è stato coraggioso. A chi ogni giorno, confrontandosi con me, cura le proprie e le mie imperfezioni. A chi mi ha vista nuda e mi ha trovata bella. Chi ha colto il mio particolare. Chi mi sorprende con la sua ricchezza e mi regala un'intimità preziosa. Chi condivide la vita e non mente. Chi mi regala fiducia. Chi amo. Grazie.."




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25 marzo 2009

Piccoli segnali di fumo


Buongiorno, Ostello.
Oggi è una splendida giornata.
In giardino le zucchine si amano, i volatili si accoppiano con i legumi e io pregusto fagioli all'uccelletta.
Scrivo. E trovo che la felicità sia fatta di poco: la chiave di un cassetto che puoi scegliere anche di non aprire, un ricordo che si sgrulla di dosso il tempo, la curiosità che concede la libertà di stare a guardare senza forzare gli eventi.

Val piccoli segnali di fumo




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23 marzo 2009

Coerenza

Rapinatore tradito dalla maglia dell'Inter.




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28 gennaio 2009

.

Sono anni che sto morendo.
Istante dopo istante, occasione persa dopo occasione persa.
Oggi sento la fiamma troppo leggera.
Nessuna forza per muovere un muscolo.
Nessun motivo per farmi del bene.
Mi consumerò nel silenzio. Chilo dopo chilo.
E ridotta all’osso, me ne andrò via leggera, nel vento.
Senza alcun disturbo, senza lasciare alcun segno.




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24 dicembre 2008

Ogni scusa è buona per farsi saltare la moschea al naso



Insorgano gli storici, al massimo, ma non i cattolici!!!
(che il Vangelo sembra non l'abbiano mai letto).

Auguri a tutti voi
Mi mancate

Val


27 ottobre 2008

Siamo e possiamo essere un Paese migliore

 

Sabato, in piazza, eravamo due milioni e mezzo.
Non solo in piazza, in effetti, perchè chi c'era ha visto bene che tutti non ci si entrava.
Anche sui prati, per le strade limitrofe, nei bar (fa sempre allegria una birretta).
Due milioni e mezzo.
Il mezzo è quello che i grafici di Forza Italia non si sono accorti di aver cancellato solo in parte con photoshop, per poter dire che eravamo molti di meno.
Una manifestazione tutta interna al PD, secondo il Polo..la Casa..insomma "Quelli che...la libertà". Credo che anche a Veltroni avrebbe fatto piacere sapere dell'esistenza di tutti questi militanti, invece in piazza c'era un sacco di gente qualsiasi. Quella che lavora, quella che vorrebbe lavorare, quella in pensione, quella che vuole uno stipendio dignitoso e che desidera che il proprio figlio non diventi un imbecille davanti alla tv ma che possa studiare, migliorare, e che non sia una tabula rasa facile da manipolare.
Tantissime persone grandi e coppie con bambini piccoli piccoli. Una manifestazione diversa da quelle della sinistra a cui ero abituata: molto più silenziosa. Meno slogan; e non ho sentito cantare Bella Ciao. Persone che volevano semplicemente esserci e dire che esiste un Paese di gente che non urla frasi vuote come Simona Ventura ma è in grado di argomentare con calma il proprio pensiero.
Il Cavaliere non ha potuto vedere le immagini (era in luoghi inospitali, dall'altra parte del mondo!!!) e per commentare il fatto si è potuto basare solo sui dati della questura.
Purtroppo, infatti, l'attimo è sfuggente, la vita è un mozzico e nessuno conosce ancora l'arcano segreto di fermare il tempo.
Ah, se l'uomo che è giunto fino alla luna padroneggiasse il potere di decidere sul tempo come è in grado di piegare a sè lo spazio! Ah, se si potessero far scorrere davanti agli occhi immagini di ieri come se fosse oggi! Ah!
Per fortuna i verbali della questura consegneranno ai posteri la verità.
Per quanti c'erano, invece, rimane l'immagine stampata negli occhi di troppi, troppi volti, per riuscire a ricordarseli tutti.
E' stato bellissimo.
Forse, allora, è vero: siamo ancora un Paese migliore della destra che ci governa.

Val

P.S. Esserci è importante


24 ottobre 2008

Pensavano di averci trasformati tutti in aspiranti vallette e tronisti




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3 ottobre 2008

Controinformazione (o informazione contro?)

Repubblica titola: "La scuola non dà tregua alla Gelmini".
CHI non dà tregua a CHI?




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3 ottobre 2008

Ig-nobel 2008: irrinunciabile incontro tra scienza e ironia

Sono sempre stati una mia passione: i premi, conferiti dall'Università di Harvard, per le più inutili scoperte dell'anno, rappresentano un compedio meravigliosamente perfetto tra ironia, umorismo e ricerca scientifica.
Dopo le memorabili edizioni degli anni passati, ecco i premi 2008:

NUTRIZIONE
Massimiliano Zampini dell'Università di Trento e Charles Spence dell'Università di Oxford, Uk, per aver modificato elettronicamente il suono prodotto da una patatina fritta facendo credere che era più fresca e croccante alla persona che la stava mangiando.

PACE
Commissione federale d'etica per la biotecnologia nel settore non umano della Svizzera e cittadini svizzeri per aver adottato il principio legale che le piante hanno una propria dignità.

ARCHEOLOGIA
Astolfo G. Mello Araujo e José Carlos Marcelino dell'Università di San Paolo, Brasile, per aver misurato come il corso della storia, o almeno il posizionamento dei reperti di uno scavo archeologico, può essere modificato dall'azione di un armadillo vivo.

BIOLOGIA
Marie-Christine Cadiergues, Christel Joubert e Michel Franc dell'Ecole Nationale Veterinaire di Tolosa, Francia, per aver scoperto che le pulci che vivono sui cani possono saltare più in alto di quelle che vivono sui gatti.

MEDICINA
Dan Ariely della Duke University, Usa, per aver dimostrato che i medicinali placebo dal prezzo elevato sono più efficaci di quelli che costano poco.

SCIENZE COGNITIVE
Toshiyuki Nakagaki della Hokkaido University, Giappone, Hiroyasu Yamada di Nagoya, Giappone, Ryo Kobayashi della Hiroshima University, Giappone, Atsushi Tero di Presto JST, Giappone, Akio Ishiguro della Tohoku University, Giappone, e Ágotá Tóth dell'Università di Szeged, Ungheria, per aver scoperto che le muffe che vivono nel fango riescono a trovare il percorso più breve tra due punti all'interno di un labirinto.

ECONOMIA
Geoffrey Miller, Joshua Tybur e Brent Jordan dell'Università del New Mexico, Usa, per aver scoperto che il ciclo ovulatorio di una ballerina di lap dance professionista influisce sulla quantità di mance da lei ricevute.

FISICA
Dorian Raymer della Ocean Observatories Initiative presso la Scripps Institution of Oceanography, Usa, e Douglas Smith della University of California, San Diego, Usa per aver provato matematicamente che ammassi di fili, di capelli o praticamente di qualunque altra cosa si aggroviglieranno inevitabilmente formando dei nodi.

CHIMICA
Sharee A. Umpierre dell'Università di Porto Rico, Joseph A. Hill dei Fertility Centers del New England, (Usa) e Deborah J. Anderson della Boston University School of Medicine and Harvard Medical School Usa, per aver scoperto che la Coca-Cola è un efficace spermicida e Chuang-Ye Hong della Taipei Medical University, Taiwan, C. C. Shieh, P. Wu e B. N. Chiang, di Taiwan, per aver scoperto che non lo è.

LETTERATURA
David Sims della Cass Business School, London, Uk, per il suo studio "Tu, bastardo: un'esplorazione narrativa dell'esperienza dell'indignazione all'interno delle organizzazioni".




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17 settembre 2008

Il punto sul punto di vista. (post se non proprio dedicato, almeno ispirato)

Chiamala solidarietà, ma l’altroieri ho calpestato gli occhiali.
Cioè, mi sono caduti senza che me ne accorgessi e, sempre inavvertitamente, vi ho posato sopra gran parte dei miei 58 kg.
Ora, sugli occhiali sono sempre passata sopra. In senso metaforico, intendo.
Non ho mai voluto avere l’aria di una quattrocchi e quindi li ho sempre indossati solo per guidare o quelle rare volte in cui guardo la tv. Non tutte, poi. Se c’è Tremonti a Ballarò, già è fastidioso ascoltarlo, nel frattempo posso anche sfogliare una rivista di arredamento. Ma se Bagni commenta l’Italia, non mi basta percepire degli omini che corrono (nel caso della Roma, camminano – grrrr!): i numeri delle maglie me li devo guardare da me e il nome al giocatore mi tocca darglielo io.
Insomma, su una macchina semovente o davanti alla scatola parlante, le lenti servono: c’è poco da questionare.
Ieri, dunque, ho compiuto l’insano gesto di entrare in un negozio di ottica.
Milioni di montature mi scrutavano da ogni dove. Forti ognuna dello sguardo delle altre, non sembravano premere per essere sfilate dagli appositi sostegni. Insomma, loro stavano bene così. Ero io ad aver bisogno di loro. E di qualcuno che mi guidasse in mezzo a quel dedalo di vetro.
Ero reduce da una montatura priva di montatura: come il vestito dell’imperatore, visibile solo agli occhi dei savi, probabilmente. Ma per loro e per me stessa certamente rimanevo una quattrocchi.
Comprendendo la questione, il camice bianco mi ha prontamente proposto delle lenti a contatto.
Ed è lì che ho avuto l’epifania.
Il punto è che io non voglio vederci.
Proprio così: non voglio avere davanti agli occhi nitidamente la realtà.
Non senza la possibilità di sottrarmene, almeno.
Gli occhiali si possono sfilare in un istante: la mano è più veloce dell'occhio.  
E allora, i miei e gli altrui difetti divengono sfocati. In un certo senso, meno marcati, quasi meno reali.
Come i bambini che si coprono gli occhi e sono convinti di starsene nascosti.
Credo che l’ottico, che a quel punto mi ha chiesto se potesse darmi del tu, mi abbia trovata simpatica.
Particolare, forse, ma simpatica.
In fondo, è un altro punto di vista.
Una chiusura, ha sostenuto lui.
Una protezione, ho ribattuto io.
Detto ad uno che passa la giornata a schiarire la vista alla gente capisco possa essere sembrato un controsenso.
Mi ha detto che ci rifletterà.




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11 settembre 2008

Ancora??? (Per comprendere, fate 3 post indietro, con tanti auguri)

Interno, giorno.
Ministero **** ****,
Segreteria Direttore Generale.
Suona il telefono


IO
: "Pronto?"
VOCE: "Salve, sono Lamorte"
IO: "Si, buongiorno."
VOCE: "Beh, come sta?"
IO: "Bene, ok? STO BENE!"

Uffaaaa.....




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4 settembre 2008

Berlusconi, Napoli e la saggezza popolare


Ci sono parecchi detti che mi saltano prepotentemente alla mente, leggendo questo articolo di Repubblica. Il primo, col suo retrogusto scaramantico, è "fidarsi è bene, non fidarsi è meglio"; ma sento di poter fare di meglio.
Mi spiego.
Il nostro beneamato Presidente del Consiglio, tra uno spontaneo bagno di folla e l'altro, ha ben pensato di rispolverare un po' di pubblicità per sè a costo zero: ovvero, di chiedere il bis di applausi per aver sgombrato dai rifiuti il capoluogo partenopeo.
"Tra il lusco e il brusco", ha colto l'occasione per "unire l'utile al dilettevole" ed ha affrontato la questione della tifoseria esuberante del 'Calcio Napoli'. Ha promesso, infatti, nessuna tolleranza con i violenti, affrettandosi a sollevare da ogni responsabilità i "colleghi" della Società calcistica.
Gesto nobile, non c'è che dire, ma io Milan-Napoli e Napoli-Milan me le vorrò proprio gustare.
Che vi devo dire: "A pensar male si fa peccato, ma ..."




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29 agosto 2008

La realtà supera di gran lunga la fantasia

Interno, giorno.
Ministero **** ****,
Segreteria Direttore Generale.
Suona il telefono.



SEGRETARIA
: Pronto?
VOCE: Pronto, buongiorno. Sono il dott. Lamorte della *** *** Italia
SEGRETARIA: Si, mi dica.
VOCE: Vorrei parlare con il direttore.
SEGRETARIA: In questo momento non è in sede. Vuole dire a me?
VOCE: Nulla di urgente. Magari mi può fissare un appuntamento.
SEGRETARIA: Certo. Appena torna il direttore, gliene parlo e La richiamo.
VOCE: La ringrazio. Arrivederci.
SEGRETARIA: Arrivederci.

Ora, sulla scrivania del Direttore, troneggia questo post-it:
" HA CHIAMATO LA MORTE. VUOLE UN APPUNTAMENTO, MA NON E' URGENTE"

Mi mancherà questo posto.




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26 agosto 2008

La mia voglia

Ho voglia di intensità.
Di quella densità concentrata di sapore che socchiude gli occhi e sveglia gli altri sensi.
Ho voglia del battito ossessivo in gola che risponde allo strozzarsi dello stomaco.
Del terrore di perdere quel pezzo di me che, già solo, può rispondere al mio nome.
Ho voglia di scommettere sulle parole che scorgo nell'aria, ansiose di essere poggiate su carta.
Di giocare a dadi contro le aspettative della mia vita fino ad ora, fregandola all'ultimo lancio.
Di lasciar schizzare fuori dalle dita le anime che premono per raccontare la loro storia ed esistere, finalmente.
Voglia di non dovermi voltare indietro, a controllare se ho perso qualcosa di importante, sentendomi paga e piena, nella mia corsa leggera e plastica.
Di riconoscermi nell'oggi ed in me stessa, compiuta.
Di osservarmi con curiosità, mentre il tempo mi disegna sulla pelle i passi lungo i quali si è svolta, srotolata in tinte sempre più calde e articolate. 
E  vedermi bella, donna, nella piena espressione della mia essenza, nella ragione compiuta del mio essere qui, su questo frammento di terra e di vita.




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23 luglio 2008

Dubbi legittimi

Repubblica titola: "Roma, incendio nel campo nomadi, Giallo sulle cause, Alemanno sul posto"
...
Ma prima o dopo?




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23 giugno 2008

Europei: l'ultima pa(r)tita

 Ore 17.00, aria condizionata rotta.
Apro il sito di Repubblica, noto come in pole position troneggi prevedibilmente la notizia della disfatta dell'Italia agli europei; quindi rifletto.
Rifletto perchè siamo un Paese di poeti, santi, navigatori e allenatori da bar: non posso sottrarmi.
Abbiamo giocato male. Abbiamo atteso che si svegliasse Tony come se non avessimo portato con noi altre punte. Ci siamo permessi di dire che abbiamo fatto un europeo in crescendo. Certo, dopo il 3 - 0 con l'Olanda ci sarebbe pure mancato di peggiorare! Di contro, l'ultima partita l'abbiamo giocata con il centrocampo in emergenza: De Rossi aveva un risentimento muscolare, Aquilani aveva addosso tutta la tensione accumulata in una settimana in cui tutti i giornali dicevano che certo Alberto non è Pirlo ma ci saremmo dovuti accontentare, Perrotta non ha fatto nulla di diverso di quanto non faccia nella Roma (cioè numero).
Detto questo, Repubblica indice un sondaggio: "Donadoni deve andare via?"
Già 35.000 votanti!!! Entro, voto (SI) e clicco sui risultati.
- SI: 38% (14062 votanti)
- NO: 59% (21692 votanti)
_ NON SO: 3% (1142 votanti).
Ora, dico io, cosa spinge qualcuno a cliccare su un articolo, presumibilmente leggerlo, spostarsi sul sondaggio, decidere di esprimere il proprio voto e poi sentenziare "NON SO"???

C'è uno psicologo in sala?




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5 giugno 2008

Una nuova alba


L'alba è a via Fornovo, stamattina. Come tutte le mattine.
Ora so perchè sono finita a lavorare al Ministero: l'alba è in Prati, qui da qualche parte; dietro i palazzi di via Fornovo, e fa capolino al mio secondo caffè, come ogni giorno.
Oggi è indecisa, fuori dalla finestra.
Ma si arrenderà; e timbrerà il suo cartellino mezz'ora dopo di me, al solito.
Il mondo è abitudinario. Il sole per primo.
La natura, con le sue stagioni, i suoi corsi e ricorsi.
E la mia vita, scandita dal lavoro, ha bisogno di romperne il ritmo, scardinarne la costringente inevitabilità.
Se riuscissi a cambiare ufficio, l'alba mi giungerebbe prima, o forse, invece, più tardi.
Se cambiassi sedia e finestra, dovrei attendere lo sciogliersi del traffico in tangenziale, prima di vedere il sole, sudato e stanco, comparire.
E i primi tempi sarebbe un bel gioco scommettere sull'ora d'arrivo.
Da quale angolo sbucherà? Sarà più caldo, sulla Flaminia, del composto, ordinato sole dei quartieri alti?
Si allenterà il nodo alla cravatta, prima di crollare sulla sedia cigolante, maledicendo questa mia mania di cambiare le carte in tavola?
"Stavamo tanto bene prima! - mi dirà.
La solita strada, il lavoro che ormai si faceva quasi da sè, ad occhi chiusi.
Un'efficienza che ti costava solo la fatica di rimanere seduta dritta a picchiettare 13 ore, ma nulla più. Scrivevi, parlavi, rispondevi, improvvisavi, risolvevi con una disarmante facilità, Val.
Avevi un nome, una posizione, una riconosciuta professionalità.
Perchè questa smania di cambiare? Perchè ricominciare?"
Io senza sfide, battaglie e curiosità stavo morendo.
Il deserto, piatto, secco, mi aveva intorpidita.
Cullata da Morgana, avevo smesso di respirare.
Ho bisogno di scommettere di nuovo.
Di provare, rischiare, sbagliare.
E se il sole vorrà ricominciare a sorprendermi, io farò le corse con lui.
E vedremo, stavolta, chi arriverà prima!




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29 aprile 2008

Roma è fascista

Buondì.
L'Italia è nera, Roma è fascista e anch'io non mi sento tanto bene.
Ieri non mi sono stupita. Ho sofferto in silenzio.
Perchè questo è un Paese malato, che ha il sangue trasparente di chi si è lavato le mani di fronte a diritti e valori, dimentico di ogni solidarietà e legalità.
Ha messo all'asta il proprio voto; il clan del piazzista su E-bay ci sa fare.
Ha offerto 20 centesimi in più e un rogo di un rumeno in omaggio alle prime 20 telefonate.
E non saranno 5 anni. Sarà il tempo necessario per renderci ancora una volta e per sempre braccia della sua mente, addomesticati a considerare normale il cibarci delle sue briciole.
"Vi levo il bollo auto!"  "Grazie, Signore! Rimetti a noi i nostri debiti, amen."
Stamattina alle radio Fossati mi incitava ad alzarmi. Stava passando la canzone popolare.
Ma il popolo canta cori di guerra e di rassegnazione. Schiavo delle proprie paure e meschinità.
Venite nel Paese del sole; ecco il Paese del Mare. Poeti, Santi e Navigatori.
Baila, baila. E non pensare. Questa è l'Italia, signori miei. Nuovo paradiso. Chi ha poco balla e sorride. Siamo il Paese del Sole, senor, il Paese del mare. Pizza e mandolino.  




permalink | inviato da ValMadlene il 29/4/2008 alle 7:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


18 aprile 2008

Aeroflop?




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31 marzo 2008

Piccoli dolori

Mi fa male una gamba, la schiena è una carcassa,
ho una bestia alla gola, che cammina e non passa.
Ho le stelle negli occhi, me le sento scoppiare,
ferite sui ginocchi e ho voglia di pregare.

Piccoli dolori, che vivono dentro ai cuori,
non vogliono dottori. Piccoli dolori.
Scusate se ho fretta, ma devo scappare,
ho dei cani alla testa, stanno per abbaiare.
L'inferno nello stomaco, e nelle orecchie il rumore,
e da qualche altra parte qualche altro dolore.
Passano ad uno ad uno, tutti i miei vizi in croce,
e ti vorrei parlare, ma ho perduto la voce.

Piccoli dolori, che passano nei nostri cuori.
Commessi viaggiatori. Piccoli dolori, piccoli dolori.
Non riesco a dormire ma non posso svegliarmi.
Ho la notte alla finestra e continuo a girarmi.
Ho un vuoto nel futuro, un morso nella memoria.
Cicala nel cervello, granchio fra le lenzuola.

Piccoli dolori che scavano dentro ai cuori.
Non serbano rancori, piccoli dolori.
Piccoli dolori, passano piano piano,
fanno ciao con la mano, piccoli dolori.

(F. De Gregori)




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25 gennaio 2008

Per mamma e papà (in rigoroso ordine alfabetico nonchè di apparizione)

Sono stanca.
E' una vita che non dormo. Una tutta intera.
L'ultima volta che ho riposato ero nella pancia di mia madre.
Lei dormiva e io non la volevo disturbare.
In effetti, però, non è che proprio dormissi: facevo finta.
Così lei poteva farlo senza preoccuparsi dei miei pensieri.
I pensieri ti tengono sveglia. Le incognite ancora di più.
E al buio l'incognita è totale. Se fossi stata fuori, avrei avuto un sacco di luce; allora si che avrei dormito!
Non capisco perchè mamma spegnesse la luce prima di andare a letto.
Diceva a papà "Pino, spegni la luce" e poi si metteva a dormire.
Forse lo faceva per sentirsi simile a me: per empatia.
Per dirmi che mi amava già e che avrebbe condiviso con me ogni mio stato d'animo.
Non potevo certo svegliarla, a quel punto.
Se avessi avuto qualcosa da fare, per esempio da leggere, il tempo sarebbe passato più veloce.
Non avrei dormito ugualmente, ma almeno avrei percorso chilometri e vite, anche così zitta e ferma.
Perchè lo spermatozoo di papà non è partito con un libro in valigia? Papà legge sempre, è proprio strano che non ne avesse uno con sè. Uno di fantascienza.
Forse era uscito di corsa. E a quel punto, volendo essere certo di arrivare per primo, non è più tornato indietro a prendere nulla.
Niente da sindacare, per carità. Ci mancherebbe pure.
Però così mi ha lasciata sola con i miei pensieri.
A fare i conti con i respiri della mamma ed il peso rassicurante della sua mano che le accarezzava la pancia e, già che c'era, la mia testa.
Piccole coccole rubate, mi dicevo: mi metto qui sotto e me ne prendo uno strato sottile anch'io.
Una, due, tre... ...
Forse nella pancia della mia mamma si dormiva davvero, invece. E col sorriso.
Forse, allora, per chiudere gli occhi e riposare, oggi, devo solo confidare in una carezza d'amore incondizionato.

Mamma, Papà, vi voglio un gran bene.

Val




permalink | inviato da ValMadlene il 25/1/2008 alle 19:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa


21 dicembre 2007

Auguri ed àuguri (come nella migliore tradizione)

Da quel del mio silenzio, non posso non augurarVi, amici miei, un anno sorprendente: ricco di grosse soddisfazioni e piccole gioie quotidiane.

Vi abbraccio (uno per uno)...

Val




permalink | inviato da ValMadlene il 21/12/2007 alle 18:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa


11 settembre 2007

Ricetta per 20 giorni di totale riposo

Ingredienti: una Marauder Gz250, un ponte lungo largo e spazioso come quello della Tiburtina, un automobilista distratto ma pieno di iniziativa, una Val tutta contenta di essere uscita dall'ufficio con la luce del sole del primo pomeriggio e non alle 20.30 come al solito.

Prendete la Val e ponetela sulla Suzuky Marauder a velocità moderata. Posizionate, poi, il suddetto automobilista sul predetto ponte, dopo esservi assicurati che sia fermo ad un semaforo rigorosamente rosso.
Dotate, a quel punto, l'automobilista di parecchia, subitanea ed inspiegabile iniziativa.
Otterrete, in un tempo sorprendentemente breve, una inversione a U dell'autoveicolo, con conseguente schianto della Marauder ValCavalcata, contro lo sportello del guidatore.
A questo punto, non vi resterà altro da fare che travasare i resti della Val all'interno di un mezzo veloce e rumoroso, per scortarli all'interno di una struttura accogliente q.b.

Osserverete, infine, la distrazione dei muscoli lunghi del collo, l'escoriazione della mano destra, la contusione escoriata del gomito destro, quella del dorso dello stesso piede, nonchè la frattura della falange prossimale e di quella ungueale dell'alluce, del terzo, quarto e quinto dito del piede destro.
Otterrete, così, finalmente, 20 giorni di prognosi e di conseguente TOTALE RIPOSO. 

[C.V.D.]




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8 agosto 2007

Contro l'oscurantismo scientifico

Bene bene. A beneficio di quanti conoscono e condividono la mia passione per la cacopedia, questa settimana ho deciso di dedicarmi a rendere giustizia e conferire dignità a discipline, evidentemente ossimoriche, troppo a lungo colpevolmente ignorate dalla scienza ufficiale. Ecco, dunque, gli ambiti di cui approfondirò i fondamenti e le implicazioni:

Teoria evolutiva dell'entropia
Statica del moto perpetuo
Fenomenologia del tonchio
Psicologia articolare
Sociologia dell'eremitaggio
Estetica dell'iconoclastia
Istituzioni d'imponderabilità
Zootecnia dell'inanimato
Assiomatica agnostica
Citologia eolica

Certa che la fuga dei cervelli dal nostro Paese sia dovuta anche ad una gestione maldestra, se non deliberatamente oscurantista, della conoscenza, vi invito a segnalare ambiti di ricerca ancora privi della dovuta legittima dignità scientifica.




permalink | inviato da ValMadlene il 8/8/2007 alle 16:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (25) | Versione per la stampa


1 agosto 2007

Venghino, siore e siori: Cervelli sotto Spirito e Ossa sporadiche!

Oltre 60.000 contatti.
Per un blog in attesa di se stesso, e da tempo, è quasi un delitto.
Non posso non sorridere a quanti mi ricordano con un click che tra noi c'è stato tanto.
Quanti forse vogliono dirmi che la lontananza non è assenza, il silenzio non è una porta sprangata.
Ho amato tanto, dentro queste stanze: tanto e tanti. Mi sono lasciata accarezzare da dita lievi o concitate; ho lasciato che il mio cervello brillasse nudo davanti ai vostri occhi curiosi e sono stata ripagata con tintinnii di bicchieri di cristallo, con parole alate o dense, lucenti o sofferenti.
Vorrei continuare a vivere tutto questo, vivere voi e me stessa con voi: vivere quella Val che esiste solo nel punto in cui si stringe ad ognuno di quegli amici che sa estrarre da lei, da me, un pizzico di inaspettato.
E chi vorrà ancora darmi fiducia, minuti e pensieri sia il benvenuto. Chi vorrà riposare in un angolo non visto lo sia altrettanto.
L'Ostello dei Cervelli sotto Spirito riapre i battenti, siore e siori.
E' roba vostra: ognuno ritiri le sue chiavi e la chiami Casa.

Val




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30 maggio 2007

Addio o arrivederci

Da tempo in silenzio ed in punta di piedi
i suoi occhi respirano aria d’attesa.
Se passi per caso o di lei ancor ti chiedi,
non credere, amico, d’averla compresa.
 

Chi dice sia morta, almeno a metà,
chi invece la immagina in corse lontane.
Nemmeno lei stessa ancora lo sa,
e, un poco riparte, un poco rimane.
 

La donna, lo sai, è acqua e pensiero,
è forza vitale, è eterno e momento.
E’ anima e pasta e se crede davvero,
scommette se stessa col massimo intento.
 

Le labbra in pezzi, per troppe parole,
non fanno che mordersi e cercan di bere
quel vino spremuto per loro, esse sole,
e non ferir più, non lasciar più cadere.
 

Le pagine, allora, in cui hanno albergato
si chiudono qui, per un giorno o chissà.
Altrove, protetta dall’anonimato,
la donna, ben presto, poggiarsi potrà.
 

Chi lascia la casa, in fretta o costretto,
con sé porta solo la storia passata.
Ma l’eco di me, nel vostro cassetto,

vorrei rimanesse in una risata.




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12 aprile 2007

A2 meccanica, ovvero... Provate a prendermi!

Roarrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr, verso l'infinito e oltre!!!!!!!




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20 marzo 2007



Gent.ma Sig.ra S*****lla,

Le scrivo per chiederle di aumentare il canone d’affitto che Lei percepisce dall’immobile che attualmente occupo. Se, infatti, in questi primi anni, avevamo avuto l’impressione che 750 euro mensili potessero risultare eccessivi per siffatta casa sita in zona Stazione Tiburtina, oggi mi trovo costretta a ricredermi. Prendiamo l’ingresso, come primo esempio: entrando in casa, ho proprio oggi notato l’eco dei miei tacchi sul pavimento, segno evidente di uno spazio ampio proprio degli androni di quelle antiche case signorili che puntavano su una prima impressione di possidenza ed opulenza, già subito oltre la soglia. La cucina: abitabile è dir poco! Oggi, per esempio, ho chiuso il tavolo a consolle che eravamo soliti usare per mangiare, addossandolo al muro. E’ proprio vero che quando si è presi da mille cose non si nota ciò che si ha: ora che non riesco ad inghiottire un boccone e lascio inutilizzati fornelli e lavandini, scopro che questa è una signora stanza, sprecata così riempita di inutili elettrodomestici. E la camera: a dir poco immensa! Chilometri quadrati di letto, un armadio pieno solo a metà, spazi vuoti che non hanno ragione d’essere. Si immagini che, per qualche motivo, in bagno ci sono due asciugamani, tanto sembrava un peccato lasciarlo così poco arredato. Insomma, gent.ma sig.ra S*****lla, Le chiedo davvero di aumentarmi l’affitto. Ma tanto, proprio di tanto. Così che non ce la faccia ad arrivare a pagarlo, prenda con me una piccola borsa e lasci queste mura con tutti i loro ricordi. 

Cordialmente
                          Valeria Biotti




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